Ci sono anche molte aziende agricole e dedite all’allevamento tra i possessori di azioni di Veneto Banca, meglio conosciuta sul territorio del Verbano Cusio Ossola come Banca d’Intra. E molti sono i titolari che hanno accettato la transazione di recuperare il 15% del capitale investito. Altrimenti il rischio sarebbe stato quello di perdere anche quei pochi spiccioli che il Consiglio di Amministrazione, che ha sede a Montebelluna, ha proposto ai risparmiatori. Il conto è semplice ma vale la pena di rimarcarlo come esempio: chi ha investito 100 mila euro se ne esce con una liquidazione di 15 mila. L’azionista, accettando ciò, firma una liberatoria che non intenterà più alcuna causa contro l’Istituto di credito. Abbiamo raccolto le dichiarazioni di una imprenditrice che alla morte del padre ha accettato di investire la liquidità dell’eredità in azioni della Intra, mentre al fratello è andata l’azienda: “Tutto quello che possedevo erano le azioni della banca. Sono stata costretta ad accettare quel 15 % per non rimanere senza un centesimo. Ho perso un grande capitale”.
Un imprenditore agricolo del Vergante: “Ho chiesto un prestito, mi è stato concesso con la clausola che avrei dovuto acquistare il 40% di quello che mi era stato assegnato in azioni. Ora ho perso quasi tutto, sono sul lastrico”. In tutto il Nord Italia sono 54.374 gli azionisti che hanno accettato la transazione per un importo complessivo di 248,5 milioni, contro un capitale investito che si aggirava attorno ai 1.650 milioni di euro. Questo vuol dire che 1.402 milioni di euro si sono volatilizzati. In una recente assemblea degli azionisti coinvolti nel crac un socio ha tuonato: “I soldi non scompaiono come per incanto, finiscono altrove, o in altre tasche”. A livello nazionale la fusione Veneto Banca con la Popolare di Vicenza porterà alla chiusura di 200 sulle 900 filiali. Si parla anche di 3.500 potenziali esuberi. Tutto questo però interessa il Nord Est dove le due banche hanno il maggior numero di sportelli. Dalle organizzazioni sindacali tra Novarese e Vco si parla della riduzione di una trentina di sportelli dell’ex Popolare d’Intra. Molti dipendenti saranno trasferiti nelle sedi che rimarranno attive.
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