Tre anni con i prezzi stabili per il risone venduto dagli agricoltori all’industria Riso Gallo. E’ questo il senso dell’accordo di filiera tra Fir (Filiaera italiana risicola che fa capo a Coldiretti) e Riso Gallo, uno dei colossi della trasformazione con sede a Robbio Lomellina (Pavia), per la fornitura delle varietà italiane Arborio e Carnaroli. Il <patto di ferro> è stato lanciato a Expo, presente il presidente nazionale di Coldiretti, Roberto Moncalvo.
Gli agricoltori coinvolti nell’accordo conferiranno la loro quota di risone a Fir, la quale ha distribuito su quote mensili le quantità che Riso Gallo ritirerà da ottobre a luglio di ogni anno. Gli agricoltori percepiranno da FIR un acconto e a fine stagione un prezzo riferito alla media dell’intera annata trascorsa, calcolato con una formula che ne attenua le variazioni.
“Quest’intesa rappresenta una sfida per il futuro – dice Mauro Tonello, presidente di Fir – da un lato con la valorizzazione delle nostre varietà tipiche e riconosciute come un plus del made in Italy in tutto il mondo. Dall’altra la stabilità dei prezzi è necessaria alla risicoltura italiana per essere competitiva sui mercati stranieri>.
Mario Preve: “Siamo lieti di aver firmato, e siamo l’unica azienda ad averlo fatto, questo accordo che ci vede coinvolti a costruire un vero e proprio sistema di filiera>.
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