A 90 anni si avrebbe tutto il diritto di riposarsi un attimo, riavvolgere il nastro di una vita intensa, godere con il fermoimmagine dei “frame” più belli, dei successi e magari cancellare gli spezzoni meno gradevoli. Non è così per Ente Nazionale Risi che in questi giorni spegne appunto 90 candeline e lo ha fatto con l’inaugurazione di un’aula didattica che rappresenterà il biglietto da visita di un organismo unico nel panorama agricolo italiano ed europeo. Non è così, perché l’Ente fondato nel 1931 non ha perso l’abitudine di stare in prima linea, allora come oggi, per difendere il Made in Italy e contrastare gli attacchi della concorrenza straniera. Dopo quasi un secolo, una storia che si ripete. Perché, girata la pagina dei festeggiamenti al Centro Ricerche di Castello d’Agogna (PV), il presidente Paolo Carrà, come i suoi predecessori, è pronto a tornare di nuovo a Bruxelles. Il 18 gennaio 2022 scadrà la “clausola di salvaguardia”, lo scudo faticosamente conquistato che ha consentito in questi ultimi due anni di erigere una barriera contro l’import facilitato del riso dal Sudest asiatico, imponendo dazi che hanno azzerato il “tax free”. La filiera risicola chiede una proroga ma le avvisaglie non sono del tutto positive. Anzi. Proprio nei giorni scorsi l’Ent Risi ha discusso con il Gabinetto Dombrovskis del Commercio e ha appreso che la Commisione ha adottato una nuova proposta di regolamento relativa alle preferenze generalizzate. “Ebbene – dice Carrà – non sono considerate minimamente le indicazioni provenienti dalla società incaricata dalla stessa Commissione di modificare i punti critici dell’attuale sistema, non prende in considerazione quanto emerso dalla consultazione pubblica né quanto sostenuto nei comitati di gestione a Bruxelles. Questo significa che certe lobby stanno lavorando contro. Ora il Parlamento e il Consiglio europeo sono l’ultima possibilità per correggere la bozza durante il suo iter di approvazione”. Intanto Gian Marco Centinaio, sottosegretario ale Politiche Agricole, ha annunciato che al ministero sarà istituito un tavolo di tutta la filiera per premere su Bruxelles.
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